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Per mettere a punto una logica di pianificazione che abbia un senso accettabile, si è preso spunto da uno scenario di combattimento.

Il primo elemento da definire è l'ambiente da prendere in considerazione per eventuali azioni di protezione civile, e cioè il territorio su cui si intende operare. L'ambiente sul quale si muovono le nostre attività di protezione civile deve essere conosciuto a fondo dal punto di vista morfologico, bisogna possederne la cartografia, acquisire informazioni territoriali e sociali precise, conoscere le leggi giuridiche e ambientali che lo governano.

Esiste poi un evento ostile che sferra l'attacco (è la catastrofe connessa ai rischi presenti sul territorio).

Esiste un sistema di forze amiche (le risorse disponibili).

Devono essere pronte strategie di risposta (le procedure già definite).

E tutto deve essere coordinato da uno stato maggiore, che sia in grado di comprendere la situazione e di disporre le azioni di comando necessarie.

In altre parole un buon sistema di Protezione Civile deve:

1 - Acquisire la conoscenza dell'ambiente su cui si intende operare, secondo le modalità sopra descritte.

2 - Approfondire lo scenario dei rischi (il nemico) ai quali si trova esposto l'ambiente considerato, sia esso ente, territorio, l'impianto su cui stiamo lavorando.

3 - Cercare e mappare, in forma di archivio, di cartografia, ogni risorsa (le forze amiche) disponibile per affrontare l'emergenza, sia essa umana (geologi o ingegneri, medici o volontari), istituzionale (Prefettura o Comando VVFF, Ministero o Comune), tecnologica (Ditte che dispongono o commercializzano mezzi, strumenti o beni utili all'emergenza) o economica (disponibilità finanziarie).

4 - Sulla base di quanto noto sull'ambiente, sui rischi e sulle risorse, elaborare le procedure (strategie di risposta) ricordando che i ruoli e i compiti, all'interno dell'attività d'emergenza, devono essere chiari, completi e senza sovrapposizioni.

E tutto deve essere gestito da una sala operativa (lo stato maggiore), il cui compito è quello di studiare e perfezionare i metodi migliori per contrastare il nemico (attivazione delle procedure adatte), acquisendo con continuità notizie sul modo in cui il nemico attacca (monitoraggio del rischio) e, nel contempo, diramando opportuni ordini alle proprie unità combattenti (gestione delle risorse).

Questa proposta metodologica viene definita:

teoria Ambiente/Rischi/Risorse/Procedure

 

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